Made with love by Luca Giuseppe Murrone
“Siete voi il futuro”. È una delle frasi, RealisticaMente parlando, più “astratte e false” che io abbia mai sentito. Soprattutto se questo “voi” è indirizzato ad una platea di giovani. Sono (stato) giovane anche io e ne ho sentite e risentite di queste frasi, di questi slogan e di questi ossimori che fanno riflettere e prendono in giro una generazione – che prova – ad essere resistente ma altro non è che sempre più fragile.
Faccio parte di quella generazione che il “Futuro è adesso” e il presente è più grigio che mai. E possono cambiare gli addendi (i comunicatori) ma il risultato (morale) non cambia mai. Siamo un paese di vecchi (non troppo saggi) che si indigna per tutto. Un paese di incazzati con gli altri… ma falsi ad inondarci di ipocriti messaggi di auguri quando arriva Natale.
Eppure è il tempo di Natale, della magia e di un sogno da sognare e perché no? Provare a realizzare. Nonostante tutto c’è un futuro che ci attende e un passato che ci “protegge”.
Lo dicono tutti i tuttologi che il passato ti segna ma forse a vedere come abbiamo costruito il presente e come stiamo ipotizzando il futuro sembra, RealisticaMente parlando, non averci insegnato niente.
L’Italia è questa. Non è un Paese per giovani e non è un paese per figli nonostante ci siano le varie mancette (elettorali e non) di sostegno che proverebbero ad aiutare un Paese che figli – un po’ per scelta e un po’ per obbligo – non ne fa più.
Ma il futuro prossimo parla di un paese in cui i vecchi sono e saranno sempre di più e i giovani forse non ci saranno più… perché vanno via.
È preoccupante, infatti, la fotografia del rapporto Cnel – ripresa nei primi giorni di dicembre da molti media e in particolare riportata ottimamente da Giorgio Pogliotti per il Sole 24 Ore – che titola “Tra il 2011 e il 2024 usciti dall’Italia 630mila giovani, il 7% del totale”.
Per chi si ferma solo ai titoli – quelli fatti bene e non famosi “acchiappaclick” – è un titolo che dovrebbe farci riflettere. Un Paese, soprattutto nella parte più a Sud che si spopola e lascia agli altri un futuro che – ribadiamolo ancora una volta – è meno roseo che mai.
Chi mi segue sa quanto io sia legato alla mia terra di Origine che si trova proprio lì, al Sud del Paese, oppure al Nord se proviamo a spostare la prospettiva di visione generale. Eppure in quel Sud c’è gente che va via senza mai tornare.. gente che torna e vorrebbe restare e gente che lì non può più andare. Sapete quanto costano i biglietti di un treno (quei pochi che sono rimasti) o di un aereo per viaggiare da Milano al Sud per raggiungere i propri cari a Natale? Più di andare all’estero ed ecco che forse ancora una voglia il futuro prossimo è più grigio che mai.
Arriverà Natale e non ci resta che sognare (ancora una volta) un futuro che ci possa rispettare. Un futuro che sia degno del Passato dei nostri nonni che hanno lottato e non poltronato dinnanzi a battaglie, alcune vinte, tante perse, che hanno dato a noi questo presente… che non è dei migliori ma è sicuramente meglio di un futuro prossimo che, al momento, è tutt’altro che roseo… Ma non ci resta che sperare, ancora una volta, in un futuro migliore!