Per un pugno di . . . likes

di Luca Giuseppe Murrone

Un famoso detto dice che i soldi fanno la felicità, ma questo concetto vede l’analisi di due diverse correnti di pensiero; da una parte, infatti, c’è chi sostiene convintamente questa tesi, da un’altra, c’è chi pensa che prima dei soldi, nella scala gerarchica della felicità, ci siano altri fattori.
L’evoluzione che continua a cambiare usi, costumi e abitudini dell’individuo, ha modificato anche la concezione di felicità.
Se provassimo a chiedere a uno dei tanti millenials, ovvero un’individuo nato tra i primi anni 80 e i primi anni 2000, che quotidianamente vive alternandosi tra i vari social networks, cosa potrebbe rappresentare per lui il termine felicità, si avrebbe, magari, una risposta differente.
Si passerebbe ad un concetto più social, ad un concetto di comunicazione 2.0, che vede appunto l’individuo come attore e spettatore del tanto intrigante, quanto pericoloso, mondo dei likes.
L’evoluzione- o involuzione- alla quale si è sottoposti ha portato l’uomo a cambiare i suoi aspetti attraversando, quindi, il concetto, ormai antico, preso dall’omonimo film uscito nel 1964 che titolava “Per un pugno di dollari”.
Oggi, a causa dell’espansione sociale che ha portato, senza ombra di dubbio, alla perdita del rapporto face to face e quindi ad un isolamento dell’individuo che passa, così, dal reale al virtuale, tutto è incentrato al meccanismo dei likes, follow, followers.
Neologismi che sono diventati keywords nella nostra quotidianità ma che spesso, se non si controllano bene i termini e i modi con i quali questi mezzi vengono usati, rischiano, come tutte le cose, di diventare estremamente pericolose.
Estremamente pericolose come è stato il folle gesto, ripreso da tanti canali d’informazione internazionale (qui ne scrive il Corriere della Sera) che parlano di un padre di Algeri che chiede, sul suo profilo Facebook “mille likes altrimenti butto mio figlio dal 15esimo piano”.
L’uomo, affetto da una follia estrema, è stato arrestato dalla polizia ma il gesto, seppur dettato da questa, come si è detto,follia estrema, non è, certamente, da sottovalutare.
Un altro ennesimo atto folle volto a rendere più accattivante e vincente la propria immagine sui canali social (instagram in particolare) proviene dalla Russia.
Qui, infatti, è stato ideato un distributore automatico che dispensa follower e likes sul proprio canale social.
In pratica, in Russia, al prezzo di 100 rubli (pari a circa un euro e mezzo) arrivi ad ottenere almeno 100 follower.
Qualcuno si chiede se quest’idea possa espandersi anche in altri paesi, come ad esempio l’Italia che conta all’attivo circa 30 milioni di utenti Facebook al giorno e sono sicuramente dati che dovrebbero farci riflettere.
La scorsa estate, quella del 2016, è stata caratterizzata dalla folle ricerca ai Pokemon che, per molti aspetti, si è dimostrata abbastanza pericolosa, oggi, più che mai, c’è la continua ricerca al like perché, secondo molti, un pugno di . . . likes fa la differenza più che rispetto ad un pugno di dollari.

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