Ma quali Porti? CHIUDETE I . . . SOCIAL!

Made with love by Luca Giuseppe Murrone

<<'Internet ha dato diritto di parola agli imbecilli'>>. È vero? È falso? La celebre frase
rimbomba come un’Eco (è infatti del Maestro Umberto Eco) ogni volta che sprechiamo il tempo a leggere i vari commenti social.

Questo concetto è vero; anche perché se internet non avesse dato diritto di parola a questo imbecille che sta scrivendo (Il sottoscritto ndr) non esisterebbe RealisticaMente e non esisterebbero molte professioni.

Allora per far un salto nella realtà che ci circonda non sarebbe il caso forse – per utilizzare metafore salviniane che tanto care furono e sono all’Ermo colle dei suoi seguaci – di chiudere i Social? I Social oggi descrivono aspetti della società dell’ignoranza e della assurdità.

Se si pensa alle campagne elettorali perenni che viaggiano a ritmo sfrenato sui social, ci possiamo rendere conto di quanto, il popolo dell’ignoranza, si avvalga fin troppo della facoltà di rispondere suscitando reazioni su reazioni che, a loro volta, scatenano polemiche varie che, spesso e volentieri, finiscono “pacificamente” nei tribunali.

Tra porti chiusi e porti Aperti. Tra Capitane e capitani, tra Sea Watch e compagnia bella, il governo Conte continua a navigare in social (in)sicuri complici anche della frenesia e istantaneità di quella che, oggi più che mai, possiamo definire comunicazione politica 3.0.

Se Twitter aveva un po’ rivoluzionato le carte in gioco nel modo di comunicare la politica (basti pensare al famoso Tweet renziano Arrivo Arrivo con il quale l’attuale senatore Matteo Renzi annunciava l’inizio della sua avventura da Presidente del Consiglio dei Ministri). Oggi tra politici-influencer e i loro fan è in atto una relazione sempre più istantanea, interattiva e immediata.

Il popolo dell’ignoranza segue (non si offenda nessuno dicendo questo. Tutti, d’altronde, siamo ignoranti in qualcosa) a sua volta, il proprio leader e guai a chi lo tocca.

Quanto odio è emerso dopo il gesto tanto discusso, quanto apprezzato, criticato e condannato di Carola Rackete con la Sea Watch? Tanto, troppo. Dai politici in primis sono emerse affermazioni forti che hanno fatto eco, a loro volta, nelle affermazioni del popolo dell’ignoranza. Eppur, qualcosa si dovrebbe muovere da chi tutela questi social che possono sembrare tutto tranne che – per dirla politicamente parlando- “PORTI SICURI”.

Il gesto di Carola, però, non è il primo caso del genere, ovviamente. Ogni giorno, sui vari social si sente e si legge di tutto. Questo perché? Me lo chiedo sempre. A volte, dico la sincera verità, anche a me verrebbe da rispondere per le rime leggendo commenti aggressivi e frutti del sempre più diffuso e preoccupante fenomeno del “leone da tastiera” ma poi scelgo il silenzio. Arma mai banale contro l’evolversi dell’ignoranza anche se, in questo mare che di certo è inquinato, la soluzione potrebbe essere un po’ di pulizia: chiudere i Social a qualcuno e garantirci magari – anche se a dirla così potrebbe essere una banale utopia- un porto sicuro anche nel mare dei social perché- occorre ribadirlo- “Scripta manent!”